ATTENZIONE! QUESTO E' UN POST MOLTO BLASFEMO. CHI CONTINUA NELLA LETTURA E' AVVISATO.
I Toscani sono di parolaccia facile, ma sono soprattutto grandissimi bestemmiatori. Noi fiorentini su tutti. Solo a Verona, ho sentito la stessa disinvolta facilità di imprecazione ( zio can! ). Il nostro territorio è disseminato di chiese, tabernacoli, tombe etrusche, eppure con la divinità abbiamo un rapporto piuttosto "informale".
Questo post trae spunto da uno pubblicato da Lindalov giusto ieri. A un certo punto Yin si domandava quale fosse il modo consono per enunciare la bestemmia salvifica. Secondo Yin la bestemmia per avere potere terapeutico contro la sfiga deve essere roboante e ringhiosa. Per Lindalov invece deve essere pronunciata sottovoce, sennò la sfiga ti sente e si accanisce ancora di più.
Personalmente credo che, se la bestemmia si riesce a comprimerla sotto i 15 db, vuol dire che non tutto è perduto, o, che l'evento che ci riguarda non è meritevole di bestemmia potente.
Soprattutto credo che ogni bestemmia abbia un suo campo di applicazione.
La bestemmia ( "moccolo", in toscana ) ha una valenza multiforme. Da potente chiosa degli eventi funesti ( "NO! DIOHANE, NO!!! ), fino al fiorentino intercalare amichevole ( Guarda chi c'è, diohane!!?! Grande ciccio, come stai, dioboia? )
A Firenze ( e credo nel resto d'Italia ) la bestemmia più utilizzata è il diohane ( dove "hane" sta per cane ).
Penso che nella hit parade delle bestemmie al secondo posto si trovino tre esclamazioni ex equo:
"madonnamaiala", "dioboia", e "porcodio" ( sotto la linea degli appennini "porcoddio" )
Dopo viene l'erotico "puttana della madonna" ( o madonna puttana, dipende da molti fattori esterni ), il satanico "diobestia" e simpatico "porcogesù" ( quasi mai dedicato a eventi gravosi ) e il diomajale da me raffigurato nell'illustrazione.
Scendendo giu dal podio si ammassa il tripudio della bestemmia jazz. Quella improvvisata: "diomerdoso", "diolupo", "dioserpentedellamadonna","accident'ai bbecco di gesù", "madonnaimpestata", ecc ecc.
E' nella concatenazione ed elaborazione della bestemmia che il toscano è maestro.
( es: "madonna-vagone di riso, ogni chicco tre volte maiala..." )
Se vi trovate al golf club e il vostro swing con ferro 7 spacca la vetrina del bar, potrete lasciare partire un
"No!diohanediddio!!! Ora tu lo senti ì barista, acident'al cane di gesùmmorto...".
E' evidente che la bestemmia viene enunciata nella speranza di mandare in crash lo spazio-tempo e che tutto il Creato si paralizzi nell'indignazione, dandovi così il tempo di scappare alla chetichella sul caddy.
Tuttavia, nel 99% dei casi quel che riuscirete a ottenere in cambio sarà un urlo gutturale dal bar:
"Oh'mbecilli, porcoddioOO!!! Quelle mazze stroncatele nì culo delle vostre mamme, acident'allamaialadellamadonnatroia!"
La bestemmia può esser sussurrata per sorpresa sgradita; tipo, si rompe un laccio mentre vi state mettendo le scarpe ( diohane.... no, dai... non ci credo!... )
Può essere ringhiata a denti stretti: avete appena fatto un colpo in banca e l'auto non parte ( "diomeeeerdosooo" , dove il vibrato sulla "Er" e sulla "O" vorrebbe essere quasi un onomatopeica del rumore del motore che si accende )
La bestemmia può essere esplosiva: di gioia per un gol ( "SIIIII!!! Diohagnaccioooooo!!!" ) per rendere grazie a dio.
La bestemmia è comunque più spesso, di rabbia: ad es. sempre per un gol, ma nella porta sbagliata ( "No! DiohaneeeeeEEE!" rivolta con pugni al cielo, in segno di sfida verso il destino cinico e baro )
In tutte le evenienze, la bestemmia ha il compito di richiamare l'attenzione del divino, che in quel momento parrebbe in altre faccende affaccendato.
Infatti il "moccolo" è ultima spiaggia.
L'estremo tentativo di rimettere in carreggiata una situazione disperata, o il punto e a capo terminale a una situazione irreparabile.
Una specie di ctrl+alt+canc.
Ma è anche sigillo di amena confidenza cameratesca fra amici intimi ( "Che bello, dioboia, andare ad Assissi tutti insieme eh, ragazzi?" ).
Un paese che ha mandato in culo la sua grandezza per lasciar spazio alla pietas pelosa vaticana, trova nella bestemmia un moto d'orgoglio.
Come se Costantino non avesse mai vigliaccamente ripudiato il Sole per sconfiggere Massenzio, e Teodosio dopo aver dato una pedata nel culo a Ambrogio avesse sconfitto con le sue spade, e non con la croce, il nemico.
E invece è andata male.
Costantino prima e Teodosio poi hanno dato Roma alla chiesa. Massenzio annegò nel Tevere e Ambrogio è diventato Santo.
A noi non resta che la bestemmia.
Triste retaggio pagano di quel che poteva essere, non avesse preso un papa il monopolio dello spirito di un paese.
Che brutta fine, diohane.
Yang