Il settimo seme di Persefone





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mercoledì 27 aprile 2011

Ĝęŋᵉʂʝ di un ƤƐƦvēⓇᵗIŦᵒ


Sebbene attratto fin da piccolo da una curiosità morbosa, devo dire di non essere stato molto precoce in fatto di seghe.
Faccio fatica a dare un natale al giorno in cui sperimentai per la prima volta il piacere tossicodipendente della "piccola morte".
Ma il giorno che divenni un porco perverso lo ricordo bene.
Cioè, evidentemente covava già in me l'attitudine debosciata, e sin dalla giovane età qualche segnale ci sarà pure dovuto essere; ma c'è stato un giorno che è stato una specie di spartiacque.
Un giorno in cui la depravazione si manifestò in me in tutta la sua magnificenza.
Una donna si materializzò davanti ai miei occhi stupefatti. Una donna come non l'avevo mai notata prima. Una donna "vera".
E quella donna vera, era finta.
Fra i nostri amici abbiamo fior di meccanici del cervello che chissà che viaggi si staranno già facendo, analizzando, anal-izzando, studiando la mia povera matera grigia con la lente d'ingrandimento.
Tant'è; la prima donna discesa a me in nella maiestatis suae, in tutto il suo corredo di curve, pieghe, anfratti e abissi, era una donna bidimensionale.
E non parlo delle donne dei giornalini porno, che pure avevo già visto. Infatti negli anni 70 era buona abitudine dei segaioli abbandonare fra i cespugli copie di giornalini porno adeguatamente "cartonate". Non c'era passeggiata in campagna che non finisse con il ritrovamento di un cimelio a cui io e i miei amici guardavamo cadendo in una sorta di trance ipnotica, ma in realtà, non capendo appieno il perchè quelle fiche divaricate, quei cazzi dritti, provocassero in noi quella attrazione che ci faceva sentire una accolita di briganti.
La donna che dispiegò in me la natura intima delle mie perversioni era sì una donna di carta.
Di cartone per la precisione. Animato. Era un cartone animato.
Fujiko Mine.

Già solamente pronunciarne il nome provoca una sorta di effetto "frau Blucher" alla Frankenstein Junior: sento nitrire la bestia.
Fujiko, maledetta! Con il tuo faccino innocente, le tue tette debordanti, il vitino di vespa, la coscia kilometrica e la caviglia fina.
Con la tua voce melliflua e il carattere pragmaticamente traditore, hai finito per esercitare in me una sorta di attrazione fatale pour la femme fatale.
E infatti eccomi qui invischiato con quella fatalona fatalista di Yin...
La prima puntata di Lupin III ( credo che siano ben pochi gli ignoranti che non sanno che Fujiko era un personaggio di quel cartone ) andò in onda sul finire degli anni 70, su Tele Libera Firenze.
Quella puntata conteneva in se gia tutta la carica pazzamente erotica e dissacrante di quel cartone animato che è rimasto per me e per molti altri, il più bel cartone mai prodotto.
Allego lo spezzone incriminato, in cui Fujiko è sottoposta a una specie di "strana" tortura e una tetta malandrina fa capolino per la prima volta in un cartone animato ( la serie animata di Lupin III derivava da un manga piuttosto spinto ma di grande successo in Giappone ).
Ricordo bene che guardavo Lupin III quasi furtivamente. Temendo che le curve carnosamente irreali di Fujiko sarebbero comparse all'improvviso, magari mentre mia mamma uscendo dalla cucina mi avvisava che era pronto il roast beef.

Yang

ps: come si potrebbe invece intendere da queste immagini, mi preme precisare che non sono nella maniera più assoluta attratto dal sado-maso, che considero una perversione molto pretestuosa e carnevalesca, laddove per me il sesso è bello quando è spontaneo e pazzoide. Massimo rispetto a coloro cui piace essere frustati o frustanti, ma su di me, al pari delle orgie, è una forma di devianza che non intriga manco un pò.

pps: che la serie fosse assolutamente di un livello stratosferico è testimoniato anche da un saggio della colonna sonora che trovate in fondo. Un sontuoso funkone estivo che avrebbe fatto strizzare come uno straccio il pisello di Barry White.




lunedì 4 aprile 2011

TV ON THE RADIO, new song and album

Ancora sotto shock per la figura dimmerda rimediata con il nuovo disco dei Radiohead, che manco sapevo fosse uscito da un mese e mezzo, cerco di rifarmi con i TV on the RADIO.
Di cui spero che Marco Cannibal Kid non abbia gia parlato, sennò mi sparo.
I Tv on the Radio sono un gruppo newyorkese abbastanza sconosciuto e che dai primi anni 2000 propone una formula musicale che si rifà alla new wave anni 80. Ma quella buona. Quella abbastanza sperimentale e strana. Non la robaccia che va di moda da qualche anno, con quei pezzenti di gruppetti che stretti in pantaloni aderentissimi e con ciuffoni sugli occhi ci rifilano brutte copie di canzoni gia sentite 30 anni prima. A tutti i pischelli: chi cazzo ve lo fa fare di sentire la merda dei Killers o dei Franz Ferdinand? Sparatevi un po di Killing Joke, The Cure, Bauhaus, o Joy Division, Talking Heads ecc... Il cervello ne guadagnerà.
I TV on the Radio invece riescono a essere originali. E lo sarebbero stati anche 30 anni fa.
Prima di tutto i componenti sono quasi tutti di colore e questo conferisce al suono un mood molto originale. Nella voce del cantante rimangono evidenti le inflessioni reaggae e soul, ma sono sporcate da una bella vena punkeggiante.
Allego il video del prossimo singolo, in realtà abbastanza ruffiano ( ma comunque bello ).
Più un altro pezzo nuovo, che rende meglio l'idea della loro attitudine.

Enjoy




domenica 27 marzo 2011

Archetipi erotici: la prof


Ah, le antiche seghe
dedicate alla prof di Matematica!

Quanta carta igienica;
ben più di sette leghe
Sublime aguzzina
della mia materia grigia
eri la fustigatrice e la regina
Tiravi più di una cavalla di Frisia
la mani in zona pelvica
a me, asino della materia algebrica.

La prof, è sempre stata e sempre sarà uno dei secchi in cui mungere il latte crudo delle polluzioni adolescenziali.
Io adolescente non sono più da un pezzo. Come da un pezzo si è capito ( si dovrebbe averlo capito, spero ) che sono un porco.
E ai porci piace grufolare nel sottobosco.
La mia pupilla, poi, ha poteri rabdomantici nello scovare il crasso ove sguazzare come un ornitorinco in calore.
Oggi su Repubblica.it, sulla destra, nella zona video e foto, si nota questa notiziuola pruriginosa:

Canada: insegnante sospesa dopo che uno studente le chiede l'autografo per averla vista in un film porno. Scandalo al liceo 'Ecole Secondaire Les Etchemins' di Levis, nel Quebec. La professoressa, impeccabile sul lavoro, era anche una pornostar, protagonista con il nome d'arte Samantha Ardente di un film di culto intitolato 'Serial Abusers 2'. Uno dei suoi studenti l'ha riconosciuta e le ha chiesto l'autografo. Lei si è rifiutata e ha chiesto al giovane di tacere sulla sua seconda attività. Ma il giovane si è confidato con gli amici e la voce si è sparsa in giro in brevissimo tempo. La scuola ha deciso di sospendere l'insegnante per due settimane, nonostante la donna non si sia macchiata di nessuna azione illegale, in attesa di decidere la sua sorte. Nel frattempo, come era previdibile, il sito della casa di produzione che produce 'Serial Abusers 2', ha registrato un numero impressionante di contatti. Nella foto, Samantha Ardente in uno dei suoi film.


Seguono altre 3 fotografie "doverosamente" censurate, perchè, come dicevo pochi giorni fa, Repubblica.it è una testata che non prescinde a un rigore etico e professionale.

Ora, a me fa un pò ridere questo rigore random, che colpisce a casaccio le notizie più disparate. Che fa mettere in prima pagina foto di minorenni e censura le foto di pornostar.
Sembrerebbe quasi ( quasi, eh ) che non ci sia una nozione precisa riguardo all'informazione eticamente diffusa.

Li aiuto io allora.
Sono andato sul web a vedere se per caso si trovava qualche immagine incensurata della prof.
Ebbene si. Si trovano.
La prima è la stessa foto che Rep.it ha castamente ( a che prò? ) censurato.
Le seconde sono tratte da Gugol immagini. A portata di tutti i porci depravati, senza un minimo di etica.
Come me.







Snort!

Yang

sabato 26 marzo 2011

Fiorin fiorello, di loto è bello ( Radiohead: "Lotus Flower" )

Questo post è un mezzo golpe.
Ogni post che pubblichiamo, prima di essere messo on line è sempre condiviso fra noi due.
Questo è, appunto, un eccezione.
Io e Yin siamo due grandi fans dei Radiohead, eppure manco sapevamo che stava uscendo il nuovo disco.
Io l'ho appreso giovedì da un cliente che lo stava ascoltando sul computer, dopo che lo aveva scaricato a sbafo non so bene da dove.
Sicchè ieri sera me ne sono ricordato, e l'ho cercato su Iù Tiùb ( dove era gia presentissimo ).
La prima volta che ho sentito il singolo ( Lotus Flower ), sono rimasto abbastanza ben colpito dallo stile che rimandava alle atmosfere elettroniche di Kid A ( il mio album preferito dei Radiohead ).
Quando ho chiamato Yin per fargliela sentire, invece lei non ha avuto le mie sensazioni positive. E sì che in musica davvero abbiamo gusti molto simili.
Mezz' ora fa ho riascoltato la canzone... E ho detto semplicemente: "WOW!!!"
Ed eccola qua.
Groove di sinth bass, una drum machine e poc'altro. Poc'altro oltre la solita voce di Thome Yorke, perfettamente incerta.
Sempre in bilico fra l'indolenza e l'estasi. Fra lo sbadiglio e l'orgasmo.
Per me spacca abbastanza da essere condivisa con gli amici.
Cara Yin beccatela e vedi di iniziare a ballare.
Su Iù Tiùb fra l'altro ci sono già diversi video di buffi epigoni che fanno il verso al ballo di Thom, le cui movenze devono molto al David Byrne di "Once in a Lifetime".

Che ve ne pare?
( si raccomanda di riascoltarla almeno due o tre volte, per comprenderne l'armonia sghemba e stralunata )

Yang

martedì 22 marzo 2011

"Pictures of you"


Sapevo che il nostro amore stava diventando troppo complicato. Ma non volevo ancora arrendermi a quella sensazione che mi tagliava dentro. Come se non bastasse il bus n. 12, sul quale lo avevo visto la prima volta, esibiva un cartello sconcertante. "Fine corsa"!

Mi sentii presa in giro; avevo preso mezza giornata di permesso per rivederlo. Io imbellettata come si conviene ad un perfetto incontro erotico in mezzo alla strada, mi trovai davanti alla nuova campagna pubblicitaria: Una gigantografia che lo ritraeva con una altra.

Ebbene, mi tradiva allora. E lo sapevano tutti. Dovevo immaginarlo.

Era sempre stato così distaccato mentre sfioravo le sue labbra stampate sui pannelli.

Di quella giornata rimase la mia foto, in guepiere scattata dall'autista del bus, mentre tiravo uova al cartellone.

Yin




mercoledì 16 marzo 2011

Nella vita c'è molto più di una Volvo ( sulla pubblicità e non solo )

ATTENZIONE: Aggiornamento di giovedì 17 ore 18.30!!!
Entro su rEPUBBLICA e per sbaglio col mouse clicco sul banner delle assicurazioni LINEAR, svettanti il gran pavese per il 150esimo compleanno dell'Unità d'Italia...
Si apre una finestra. E sulla finestra, che non riesco a chiudere appare la scritta testuale "NON DELUDERE IL TUO BANNER, CLICCA E FAI UN PREVENTIVO CON LINEAR"!!!!!

Non deludere il "tuo" banner... il tuo banner... il MIO banner...

Maledetti.
Maledetti.
Maledetti.


Ragazzi, innanzitutto scusate per l'assenza davvero dilungata ben oltre quelle che sarebbero state le nostre intenzioni. Abbiamo passato un periodo tostissimo sul lavoro ma adesso sembra tutto a posto. Eccoci qua pronti con un nuovo post.
A costo anche di deludere gli amici che vorrebbero sempre leggere cose ridanciane e spensierate, riattacchiamo subito con un ennesimo strale.
Ma è un attacco a uno dei nostri mezzi di informazione preferiti, e siccome spesso gli spensierati sono destrorsi, magari questo ennesimo momento di incazzatura verrà tollerato meglio.
Stiamo parlando di Repubblica.
Repubblica.it, per la precisione.
Repubblica, giornale di area sinistroide intellettual fighetta, è sempre stato all'avanguardia ( sono progressisti ), in quanto a pubblicità.
Sul loro magazine "Donna" moltissimi anni fa, rimasi basito per una cosa rivoluzionaria:
l'intercalare della pubblicità.
Forse i più giovani non lo sanno, ma prima di quest'era consumista, le pubblicità non interrompevano mai un articolo o una rubrica.
Si parlava di guerra, e al termine dell'articolo si stava ben attenti a collocare una pubblicità che non fosse troppo discrepante col tono drammatico dell'articolo precedente.
Su quel numero di "Donna", mi trovai una pagina pubblicitaria di un gelato, che interrompeva il flusso di parole su un reportage sulla miseria africana.
Shoccante!

Chi ci fa più caso adesso?
Ma a volte, per quanto larga possa essere la tazza del wc, la pisciata inonda tutto.
Ultimamente siamo ben oltre il livello di tolleranza a questo tsunami di beni di consumo.
E proprio in questi giorni terribili per quello che sta vivendo il Giappone, uno spererebbe in un minimo di ritegno.
Un sussulto di dignità.
Macchè.
Oggi ho aperto Repubblica.it e sotto le finestre aperte è comparso l'ennesimo pop-under. Perchè adesso si sono fatti furbi.
Il pop-up ti appariva davanti: lo cliccavi e lo scacciavi come una mosca fastidiosa.
Il pop-under invece ti resta latente sul computer. Lo vedi comparire come una blatta, da sotto il mobile. Chiudi le finestre e te lo trovi li.
In questo caso, era una pubblicità di una assicurazione sulla la casa.
L'ennesimo geniale corredo a un articolo sul terremoto. L'avevano già fatto col terremoto di Haiti. Sicchè dovremmo esserci abituati, evidentemente.



Questo qua sotto era un piccolo collage che avevo fatto mesi fa riguardo una pubblicità di un fuoristrada, che faceva da antipasto a un video di un autobomba trovata a New York.


Questo sopra invece era il background banner che compariva guardando l'incidente a Kubica ( Autoscout!!! )

Se uno guarda un qualsiasi video della catastrofe giapponese, arriva il trailer del prequel di "Amici Miei".
A noi questo modo di speculare su tutto fa venire il voltastomaco.
Forse siamo all'antica.
Forse è l'ennesimo rigurgito moralista di una coppia con nostalgie dei bei tempi andati.
O forse ( è una possibilità ) noi andiamo nel culo alla maggioranza di chi ci accusa di moralità un pò demodè.

"Once you find yourself on the side of the majority it's time to pause and reflect" ( Mark Twain )


Per chi avesse dubbi, la maggioranza è li fuori.
Prona.
Qui, saremo anche tutti ( o una buona parte ), incazzati. Ma è una riserva. Un rifugio di lupi idrofobi.
E tutto la fuori è così anestetizzato, assuefatto, emotivamente impermeabile, che preferirò sempre un minimo rigurgito di indignazione, alla piattezza dell'elettrocardiogramma di un gregge di pecore defunte.

Superior stabat lupus


Yang

La sinapsi ( ben poco ) malata: Talk Talk "After the Flood".
Un gruppo che arrivato velocemente al successo commerciale in virtù di un talento compositivo eccezionale, sparì dalle scene in una specie di catarsi con due album finali che sono un implosione intimista di potenza rarefatta.
Il larsen ( il fischio della chitarra ), che parte ai 4.00 e dura quasi un minuto su un unica dissonante nota, è per me, uno degli assoli più belli mai "sentiti".

martedì 8 febbraio 2011

©®iⓂiŋi contro l'ṴⓜḁŋĬȚǻ



Una spremuta di arance e un pacchetto di ciùingàm: 4 euro
Un cappuccino e una brioscia: 2,20 euro
Un caffè: 1 euro
Uno spaghetto cacio e pepe a pranzo su uno sgabello e una tovaglietta di carta: 10 euro ( più coperto! )

Stamani alla cassiera della pasticceria che mi ha rincarato la colazione di 10 cent, volevo dire:
"Ci vediamo dall'avvocato, signora"
In realtà la mia intenzione sarebbe quella di portarla al tribunale dell'Aia.
In dieci anni niente è raddoppiato di prezzo quanto un caffè ( e più in generale i generi alimentari in vendita ai bar o ai ristoranti ).
Nel 2000 si pagava un caffeino 1000 lire. Adesso 1 euro.
In compenso abbiamo inventato i mokkaccini. I cappuccioni. I nocciolini.
I... frullamistopardicoglioni!!!
E' una cosa che mi fa sbarellare. Che non osserva nessun criterio di andamento dell'inflazione.
Pure la stessa benzina è aumentata meno.
Nel mio lavoro pratico gli stessi prezzi di 15 anni fa. E anzi mi viene chiesto di abbassarli.

E 'sta stronza stamani che fa?
Mi aumenta la brioscia di 10 centesimini???
E poi mi vedo arrivare suo marito col rengeroversportbianco... Un barista col Range Rover.
Cristosanto... Mi piglia troppo male.

Vabbè rifatevi gli occhi va'.
Qui siamo io e Yin, d'estate in un bar.
Era talmente caro che ci hanno tolto le mutande!

Yannngghhh!!! Grrrr!!!

giovedì 3 febbraio 2011

Latenza del dolore

Immaginiamoci un astronauta spedito a distruggere una cometa a migliaia di anni luce da noi.
Le sue parole sarebbero più o meno queste:
"Fra pochi minuti tenterò di distruggere la cometa. Quando voi mi starete ascoltando, la mia missione sarà già compiuta. Spero di uscirne vivo ".
Dopo qualche istante vedremmo un puntino brillare e sparire.
Solo dopo qualche giorno, quando il clamore della cosa sta gia svanendo, udiremmo l'urlo disperato dell'astronauta incaricato di distruggere la cometa minacciosa, che risuonerebbe in noi con una possenza evocativa enormemente più potente, proprio in ragione del ritardo con cui viene percepito.

E' così pure quando muore un amore.
Quando ci chiediamo se il nostro amore sia ancora splendente, quando prendiamo consapevolezza dei dubbi sul suo stato, l'amore è gia morto.
Se ci domandiamo se l'amore è morto, non ci sono dubbi: è morto.
La domanda stessa è il suo certificato di morte.

Istantaneamente non è mai doloroso.
E' una presa di consapevolezza che si svolge in una sorta di anestesia locale.
Come sbucciare un arancia immersi in una trance, mentre tutt'intorno si scatena l'inferno. Un piccolo acufene, un ultrasuono, mentre castelli rovinano al suolo distrutti da uno sbadiglio di troppo.




L'urlo arriva solo molto dopo.
La cognizione del dolore, come il titolo del libro del grande Gadda, arriva con una latenza talmente lunga, che lo spettro dell'effetto anestetico è svanito.
Ci arriva addosso con tutto il suo carico di vuoto che annichilisce.
Non c'è scampo da quel contrappasso.

Questa cosa pensavo stamani, immobile davanti allo specchio mentre non mi facevo la barba ormai davvero molto lunga.


Yang

La sinapsi ( poco ) malata:
Cosa mi porta a mettere Patrick Watson che canta "Amara Terra Mia" di Domenico Modugno?
Beh... E' un pezzo che parla di abbandono, e soprattutto sono un fanatico di Patrick Watson. E' talmente pieno di talento, simpatico e umile che mi fa prendere in considerazione di farmi gay. Stavo navigando sul Tubo godendomi le sue splendide canzoni ( se amate Jeff Buckley non potete mancarlo ), quando mi sono imbattuto in questa chicca fenomenale. L'atmosfera che è stata catturata in questo video è di una naturalezza che mi ha fatto venire le lacrime agli occhi. E poi... ma chi è quel ragazzo sullo sfondo che sfodera quel falsetto micidiale a metà del brano?
Altro link che mi lega a Patrick è la barba.
Ma la mia è più lunga.


martedì 25 gennaio 2011

Pigra incubatrice di incubi

Date un occhiata...
Sulle prime ho riso per l'assurdità. Ma arrivato al finale alla "Blair Witch Project", mi sono trovato a mormorare sbigottito:
"...madonninasanta...!!!".

Metafora inquietante per divanisti indefessi come me.

Uhmmm... forse non è un caso che stia scrivendo da uno sgabello.

;-)

DEATH COUCH (2010) - Directed by Matt Inman from 18% Productions on Vimeo.

giovedì 20 gennaio 2011

Vecchi Perva


"Susanna e i vecchioni" . Guido Reni



Sono tanti i grandi artisti che si sono cimentati nella raffigurazione della storia di Susanna, giovane donna, concupita da due vecchi pervertiti.
Da Tintoretto a Van Dyck, da Artemisia Gentileschi a Hayez, passando per Rubens, Rembrandt e molti altri.
Il mio preferito è però il dipinto di Guido Reni di cui vedete un particolare.
Si notino i colori pregni e ombrosi tipici del manierismo, che hanno nel Reni, e prima di lui, nel Carracci e, ovviamente in Michelangelo Merisi da Caravaggio, i massimi esponenti dell'arte pittorica italiana di quel secolo di struggente decadenza a cavallo fra 1500 e 1600.
Si apprezzino le rughe sui volti dei due anziani. Gli sguardi melliflui, e l'invito al silenzio di quello coi capelli scuri, mentre l'altro abbraccia la ragazza in un viscido tentativo rassicurante.
Nella composizione ed equilibrio del dipinto i due personaggi, seppure di sfondo alla protagonista, conquistano l'occhio più del seno nudo. La resa dinamica è perfetta.

La vicenda, narrata nella bibbia e contenuta nel libro di Daniele, ci dice che i due, dopo aver cercato inutilmente di possedere la virtù della giovine, in cagione del suo diniego la trascinino davanti al tribunale con l'accusa di adulterio.
Daniele, smaschera l'orrida trama e i due vecchi degenerati vengono condannati a morte secondo i dettami della legge di Mosè.
...


Avete appena letto un post di satira e di attualità socio politica.

Yang