Il settimo seme di Persefone





I commenti ai post o a foto sono i benvenuti e liberi a tutti!!!





giovedì 1 marzo 2012

martedì 28 febbraio 2012

"Lost in traslation"

Dopo un lungo silenzio, torniamo su queste scene con un post leggero ma che denuncia anche tanta tristezza nell'apprendere come ancora la superficialità in certe cose sia così dilagante.



Quel che vedete è una foto tratta da un sito che ospita lavori di artisti, e fin qui .... nulla di male anzi.


In questo caso state vedendo un'immagine estratta da un lavoro di Katarina Stefanovic dal titolo: Dreamland


Se interessati potete trovare qualcosa anche qui:

http://www.flickr.com/photos/jup3nep/sets/72157603856136177/


Apprezzare o meno il lavoro di un artista è del tutto soggettivo mentre non lo è affatto leggere la traduzione simultanea di google per questa pagina web, nel senso che oggettivamente fa schiantare!!!


Testo originale:


" We love find­ing new artists and design­ers to inspire our read­ers. If you think your work might be a good fit, shoot us an email and we’ll be in touch. Unfortunately, due to the increas­ing vol­ume of sub­mis­sions we are receiv­ing, we will not be able to respond with regrets. "


Traduzione:


" Ci piace trovare nuovi artisti e designer di ispirare i nostri lettori. Se pensate che il vostro lavoro potrebbe essere una buona misura, ci spara una e-mail e saremo in contatto. Purtroppo, a causa del crescente volume di comunicazioni che riceviamo, non saremo in grado di rispondere con i rimpianti. "


mercoledì 28 settembre 2011

Indice di gradimento (e medio su per il culo)


L'indice fa il suo mestiere: indica.
E indicando indirizza lo sguardo su qualcosa o qualcuno.
A questo qualcosa o qualcuno viene rivolta la nostra attenzione o quella di altri a noi vicini.
Il medio no, si piazza sempre di mezzo. Il medio, media.
Il medio è visione di massa.

Fanculo alla visione di massa.


Riprendo un post di un paio di settimane or sono della bella ( e gradevole ) Kamala.
Il suo post lo trovate qua:



Kamala si interrogava sulla platonica questione della bellezza, e sull'impossibilità del determinarne canoni di oggettività.
Tutti sappiamo che i modelli di bellezza sono strettamente collegati a fenomeni culturali e sociologici di un epoca. Sappiamo per esempio che qualche secolo fa le culone erano magnificate come massima espressione femminile ( e ancor'oggi è così presso certe popolazioni che fanno un equivalenza "opulenza = bellezza " ).
Sappiamo pure che qualche centinaio di anni addietro il seno piccolo era preferibile, mentre oggi conosciamo lo sviluppo alternativo che hanno avuto prodotti come il Saratoga, silicone sigillante.
Ovviamente non limito il discorso alla bellezza femminile.
Anche i canoni estetici maschili hanno subito continui mutamenti: fino a pochi anni fa, la barba era sinonimo o di barbosità saccente o di terrorismo sinistroide. Adesso la barba è cool. I capelli lunghi sono stati cool, poi sono stati tamarri, poi di nuovo cool e adesso sono di nuovo in capo a poca gente.
E mentre un tramonto, un mare in tempesta, un bocciolo di rosa e un infinità di prodotti "artigianali" di madre natura sono OGGETTIVAMENTE belli e da millenni suggestionano i cuori di miliardi di esseri umani, lo caducità dei canoni estetici vale per la bellezza legata ai manufatti umani.
Certi designers o architetti hanno compiti difficilissimi: ovvero disegnare oggi quello che andrà in produzione solo fra qualche anno. E con l'accellerazione alla variazione camaleontica dei gusti è davvero arduo azzeccarla.
Mi viene in mente un auto come la Avantime della Renault, bocciata dal mercato, ma secondo me ancora oggi bellissima. O al contrario certi progetti architettonici di Wright che avevano e hanno e avranno la capacità di apparire sempre moderni.
Poi ci sono marchi che qualsiasi cosa facciano vengono a priori marchiati come "fighi". Penso a BMW, a Apple, ecc... Ma li si entra nel campo dove pascola il popolo bove.
Il fulcro del discorso non è quanto sia potabile bellezza fine a se stessa ( anche se Platone potrebbe tirarmi della gran merda addosso dicendomi che la bellezza non è mai fine a se stessa ).
Il fulcro del discorso è il discernimento della GRADEVOLEZZA.
La gradevolezza è ovviamente di stretta soggettività, come insegna Kant.
Pochi giorni fa ho discusso con Desire, perchè a lei piace Vasco Rossi mentre a me raschia i coglioni.
C'è a chi piace un simpatico guascone come Berlusconi e chi lo ritiene un viscido puttaniere criminale.
A chi piace il perizoma e a chi le coulottes ( a Yin il perizoma e a me le coulottes ).
Si vedono a volte coppie assortite in maniera davvero stramba: bellone con bruttoni, e racchie con figoni. Certo, ci potrebbero essere di mezzo altri fattori, in primis finanziari, ma molto spesso quelle due persone sono insieme semplicemente perchè si sono ritenute gradevoli reciprocamente.
Io e Yin siamo un esempio lampante.
Chi ci conosce non si capacita di come un ficone come me possa perder tempo con una come lei.
Eppure, non so spiegarmelo se non attraverso la gradevolezza.
Il suo corpo sinuoso è slanciato è gradevole. Come gradevole è la sua bocca carnosa e i suoi occhi orientaleggianti. Gradevole è financo il modo porco e perverso con cui fa sesso.
Meno gradevole è il fatto che sia cintura nera di karate e non posso permettermi di farla incazzare troppo.
Gradevolezza: ovvero quando una cosa ci aggrada. Ci piace. E come tale ci provoca emozioni positive.
Un qualcosa di cui ci serviamo per trarre giovamento. Che ci fa star meglio.
L'ho chiamata bellezza utile.
Una versione pragmatica di contemplazione.
Yang





lunedì 19 settembre 2011

Table 7 ( una chicca da non perdere )

Da mesi serbavamo in canna questa chicca pescata su Vimeo da condividere con gli amici.
Il cortometraggio è in inglese ma credo che pure una persona completamente a digiuno di quella lingua riesca a comprenderne il senso.
La scena è ambientata in un ristorante cinese e vede al tavolo due fidanzati che stanno discutendo abbastanza animatamente, cercando di imporre le proprie ragioni su quelle dell'altro anche se inizialmente lei sembra non voler affrontare la questione in un luogo pubblico.


Troviamo questo video delizioso e certamente ricorda il film "Le vite degli altri", ma in questo caso la leggera soluzione finale lascia piacevolmente sorpresi.
Il video è in HD e consigliamo vivamente di guardarlo a tutto schermo.

Speriamo che possiate apprezzare l'implicita semplicità del messaggio del cortometraggio come abbiamo fatto noi:

Yin&Yang say: Fanculo all'orgoglio. L'amore è un bene enormemente più prezioso.


Table 7 - short film from Marko Slavnic on Vimeo.

giovedì 15 settembre 2011

Dente perdente, dente vincente ( + consiglio finale )


Rieccoci con la fisiognomica!
Dopo gli anulari, i denti.
Allora: l'altro giorno sono stato dal dentaio a fare l'igiene orale periodica. Che poi... periodica un cazzo! Malgrado le legittime reprimende di questi ricconi, e il conseguente senso di colpa, uno dal dentiere ci va solamente quando i denti fanno male. Siccome i denti non mi fanno male da anni - scongiuri - ho vissuto quella giornata come una sorta di palingenesi mistica.
E mentre ero seviziato da questa virago in tutina verde e perso fra gli effluvi di anestetici e paste otturatorie varie mi è tornata alla mente una mia teoria:
I denti del giudizio.
E' sempre stata una mia fissa l'idea che si chiamassero così perchè, spuntando in genere in età adulta, fossero uno dei segni della maturità. Della raggiunta saggezza.
Ora, va detto che io non ho giudizio.
Nel senso che da una panoramica ( la lastra che mostra tutta la dentatura ) fatta anni orsono, risultò che i miei denti del giudizio non sarebbero mai spuntati, ma sarebbero rimasti per sempre occlusi, celati dalla ciccia gengivale.
Non è che abbia pianto alla notizia, giacchè farmi cavar molari è l'ultimo dei desideri.
E anzi, andavo intimamente orgoglioso del fatto che sarei rimasto sempre un bambino scapestrato. Mi ci vedo proprio a 80 anni con la fionda che mi aggiro per i corridoi dell'ospizio per vecchi perva.
Poi la strampalata tesi è andata chiusa in un cassetto assieme alla fata del dentino.
Ma oggi su internet ho scoperto il braccialetto con macabro ex voto autoctono che vedete qua sotto...
E ho scoperto pure che gli inglesi chiamano il dente del giudizio, "wisdom tooth".
Cazzaccio! Anche loro lo chiamano dente del giudizio!?!?
Io credevo fosse una menata italiana.
Vuoi vedere che ci deve essere davvero un collegamento fra la saggezza e questo dentone che a un certo punto dolorosamente viene alla luce, lacerando carni e infrangendo sogni, per permetterti di mordere la dura realtà!?
Molti se lo fanno togliere, sperando in una regressione, ma ormai l'innocenza è bell' e perduta.
Invece la mia coglionaggine sarà vergine per sempre, grazie ai miei denti del giudizio occlusi.
Non ci credete?
Fate un pò come vi pare.
Io intanto vado a farmi un birrino e un omogeneizzato! Gnè gnè gnè gnèèèè!!!

Yang

PS: Non credete ancora nella fisiognomica dentale?? Ascoltate allora i consigli di Yangaccio vostro:

i denti sono la prima cosa che una persona ostaggio dei propri ormoni dovrebbe guardare in una preda, maschio o femmina che sia.
Denti, belli, bianchi, e sorriso luminoso significano inevitabilmente bella persona, sana, fuori e dentro.
Difficilmente chi ha denti bianchi vi riserverà sgradevoli sorprese al momento di calargli le mutande.

Usate sempre questa precauzione prima di ficcare la testa in mezzo a gambe altrui.

Adesso potete sputare.

La Sinapsi ( poco ) malata:
Mi pare il minimo citare il più folle dentista mai rappresentato al cinema dal grande Steve Martin ne "La Piccola Bottega degli Orrori".

mercoledì 14 settembre 2011

100 di questi Alfredo



Un saluto ad Alfredo.
Chi cazzo è Alfredo? Boh!
Sappiamo solo che Alfredo è il 100esimo amico del blog.
Ci sembra sintomatico che chi ci ha permesso di raggiungere questo traguardo abbia come icona una cippa di cazzo di tutto rispetto.
Infatti un ringraziamento particolarmente affettuoso e coccolone viene fatto da Yin che sceglie per Alfredo l'omonimo pezzo di Vasco.

Solo che... Grrrr.... Notate come questo cazzone di Vasco abbia costruito 1000 canzoni sul giro di Baba O Riley degli Who... Cavolo... Lo sai che c'è?
Metto pure quella! Quello si che era un gran pezzo. Così impara Vascazzo...

Comunque sia,
Grazie davvero, Alfredo.
Grazie al cazzo!

venerdì 9 settembre 2011

D'accordo anulare

Guardatevi la mano e saprete cosa vi aspetta. Non è il palmo della mano, tuttavia, che dovete guardare, come farebbe una chiromante, bensì le dita: per misurarne la lunghezza. Se avete l'anulare più lungo dell'indice, significa che avete un alto livello di testosterone, siete più "mascolini" e avete una predisposizione a dominare, all'aggressività, alla sessualità, alle materie scientifiche, a determinati sport, ma anche all'alcolismo. Se al contrario l'indice è più lungo dell'anulare, vuol dire che avete un basso livello di testosterone e caratteristiche più "femminili". Lo hanno scoperto scienziati britannici, nel più ampio studio mai condotto sul rapporto tra le dita della mano, i livelli ormonali delle persone e le conseguenze che questi hanno nella nostra vita... ( ecc... )
Da Repubblica.it del 7 Settembre 2011

Ovviamente io e Yin ci siamo guardati la mano....
Di sotto vedete la foto.

E adesso capiamo il perchè di nostri molti problemi.

E soprattutto le migliaia di euro spesi in centri di disintossicazione sessuale.

Denaro, avrete ben capito, gettato alle ortiche...


giovedì 1 settembre 2011

4 Salti in Ascella ( Buon Settembre a tutti )

Cosa c'è di buono nell'autunno?
Cosa nel macero che consuma?
Cosa, in questa implosione che è la discesa lenta verso le luci che si smorzano, le ombre che si allungano, l'aria che si raffresca?

Cosa? L'aria che si raffresca, per l'appunto.
E' incredibile come ancora sopravviano tribù umanoidi repellenti a qualsivoglia deodorante.
E allora facciamo buon viso a cattiva sorte e accettiamo un po di frescura se questo significherà la pace di qualche ghiandola sudorifera, e il tacere di queste ascelle che continuano a saltare in aria, manco si fosse nella Striscia di Gaza.
Io e Yin adoriamo il caldo. Siamo lucertole. Ma non ci scordiamo che puzzare risulta abbastanza sconveniente nelle pubbliche relazioni.
Ieri ci è venuto in mente un prodotto che troverebbe senza dubbio il favore del mercato.
Il prodotto in questione lo vedete qua sotto.

Fondamentalmente è una cazzata per salutare tutti gli amici a cui speriamo di strappare un sorriso in questi primi giorni lavorativi ( almeno per noi ).

Buon Settembre a tutti!

YY




click to enlarge

ps: da notare la vincita dell'inquietante viaggio a New York, in questi giorni di macabre ricorrenze...

martedì 26 luglio 2011

♥ @rs ℗ompandi ( un indagine sociologica maschilista ) ♥




Facile dire "Ah! Quant'è bello il pompino! Che gioia fina!"
Ma insomma, andiamoci calmi, eh!
Facile è sicuramente dire "Bella la fica, e chi te la da ( R. Zero )".
Se avessi la fica sarei capace anche io di far godere un uomo! Ma nel pompino entrano in ballo diverse componenti che concorrono a poter accendere lo "WOW!".
La bocca è fatta sostanzialmente per introdurvi e sgranocchiare cibo. Il suo uso promiscuo, sebbene rodato da millenni, ancora sembra un fenomeno misterico per qualche ragazza.
Nella mia pluriennale esperienza di cono gelato posso dire che le donne che sappiano davvero fare un pompino coi controfiocchi siano troppo poche. Ahimè, che dolor!
La "fellatio" è vis autentica che non può prescindere da una vorace e spontanea adorazione per il membro maschile.
Molti fra i nostri amici saranno come noi, più o meno avidi consumatori di pornografia on line; e lì la mia tesi diventa chiara come il sole.
Se uno va su uno qualsiasi dei portali suddivisi per categorie pornografiche si renderà ben conto di quanto sostengo.
I principali portali grazie ai quali sono diventato socio onorario della banca del seme di Firenze, sono Tiava.com e Cliti.com ( nome fantastico, ne converrete, specializzato in film discretamente lunghi e perversi ).
Se si apre la categoria "blowjob" si nota subito la differenza che passa tra Colei che Sa e una che lo piglia in bocca perchè proprio non ha di meglio da fare.
Ora, almeno a me, guardare un pompino non eseguito con passionevole regola d'arte eccita quanto assistere in diretta a un discorso di paparazzingher ( quindi ben poco ).

Cerchiamo dunque di fare chiarezza su questa antichissima pratica di uso alternativo della bocca, catalogando i diversi tipi di approcci ( per lo più sbagliati ) alla Pompa:

- mod:"Sig.ra Rottermeier": Mutua il nome dalla rigida tutor di Heidi. Di lei possiede la stessa carica erotica. Ovvero nulla. Il pompino della "Rottermeier" solitamente la vede porre la bocca tipo culo di gallina, dal cui pertugio fa dardeggiare la punta della lingua. Le labbra solitamente hanno un umidità superficiale del 12%. Orgasmo maschile raggiungibile solo attraverso un introspettiva fantasia in cui si gode del fatto che alla stronza non piaccia farlo e noi da bravi machos, abusiamo di lei. Non di meno, se avete un appuntamento entro mezz'ora lasciate perdere.

- mod: "Nefertiti". La "Nefertiti" con la moglie di Tutankamon non condivide la bellezza. Piuttosto la bocca mummificata.
Le labbra sono preoccupate di coprire la dentatura evidentemente troppo acuminata. Non solo, ritraendo le labbra in quel modo, la "Nefertiti" cerca di non "sentire" il sapore della propria "merenda".
Umidità superficiale labiale 0,2%. Orgasmo maschile raggiungibile in: dato non disponibile; un mio amico sabato si è prestato a fare da tester con una "Nefertiti". Ancora non mi ha richiamato ).

- mod: "Commissario Rex". Nomen omen. La "Commissario Rex" non ciuccia, morde. Può essere anche piacevole senza esagerazioni, ma solo dopo aver raggiunto un erezione inscalfibile. Per il resto "der Commisar" ti lascia sempre nel dubbio se sei al cospetto di una perfetta imbranata o di una intima, sadica virago. Sottrarsi ai suoi morsi non è da gentlemen, per cui spesso la pompa si trasforma in una specie di via crucis. Sinceramente a me non dispiace, ma sono di pisello molto calloso e non faccio testo. I dati sull'orgasmo maschile sono pertanto molteplici. Alcuni sono venuti solo nelle mani del medico del pronto soccorso mentre gli metteva i punti. Per altri, come me, in una "Commissario Rex" fatta bene, si oscilla dai 5 minuti ( tempo per arrivare a un erezione antiproiettile, ai 5 minuti e mezzo. 30 secondi sono più che sufficenti per dirle: ti piace morderlo, eh? cagnaAAaaaaHHHhhhhhorgghsss.... )

- mod: Colibrì: la tecnica del "Colibrì" è di difficilissima messa in pratica. Si chiama così perchè la lingua sbatte sul glande con la stessa frequenza del battito di ali del simpatico uccellino. Pure apprezzandone l'impegno che una donna deve mettere in una "Colibrì", per me resta una pompa controversa. Direi che lo sforzo profuso per una "Colibrì" è quello che nel marketing definiamo "over-quality". Ovvero, una produzione molto dispendiosa che non viene apprezzata per l'impegno costato. Orgasmo maschile garantito anche se con tempistiche difformi.
Dopo c'è da calcolare che la partner con le mandibole e la lingua intorpidite sarà impedita nel parlare.
In taluni casi mi rendo ben conto che potrebbe essere un piacevole effetto collaterale.

- mod: "Dyson". L'Aspirapolvere. Altrimenti conosciuta come la Pompa di sentina. Si chiama così perchè chi la pratica non ciuccia il pisello, ma lo succhia. Al pari delle pompe di sentina di cui sono equipaggiate le imbarcazioni, usa un sistema di trazione liquida sottovuoto. E' una delle pompe più dolorose e pericolose. Non solo: molte donne non sanno che al momento dell'orgasmo, è DOVEROSO aprire la bocca. Tenerla serrata attorno al cazzo può provocare una depressurizzazione dei corpi cavernosi che sfocia in taluni casi in embolia. La "Dyson/sentina" è una delle mie più temute nemiche. Oltre che terribilmente fastidioso, attaccarsi una "Dyson" al glande può obbligare a uno stratagemma salvavita: una volta mentre venivo, durante una "Dyson", sono stato costretto a fare compensazione. Come fanno i sub! Mi sono tappato il naso e ho soffiato dagli orecchi. Dopo di chè sono stato mezza giornata in camera iperbarica.

- mod: "Ghiottona". Indiscutibilmente la migliore. La "Ghiottona" non succhia, non tira, non stressa. La "Ghiottona" fa tutto un misto. Soprattutto è il posizionamento labiale sul glande che ti fa comprendere che sei al cospetto di una "Ghiottona". Quel labbro corrucciato, "offertomi qual bocciuolo adagiato su sta cippa di cazzo" ( Petrarca ), è una palingenesi. L'esperienza totalizzante. La "Ghiottona" sembra che ti fagociti per intiero. Tutta la persona rifluisce in quei centimetri di durezza muscolare avvolti da epidermide morbida, umettata e umettante. La "Ghiottona", pure essendo una avida consumatrice di nettare maschile, non di rado, scenograficamente, si priva del sapore aeterno per farsi sbaffare iconograficamene il volto. Una dadaista, ecco cosa è la "Ghiottona".
Tu pensi che ti stai facendo fare una pompa, mentre è lei che ti sta mangiando. Lei che intimamente gode di un atto che solo nella mente bacata maschile e di qualche repressa, trasfigura in momento misogino.
Cannibalessa, la "Ghiottona" è la fortuna e la nemesi di chi la incontra.
Giacchè la "Ghiottona" molto difficilmente si accontenta di un sol cazzo.
A quel punto non resta che fare buon viso a cattiva sorte.
Ne so qualcosa....

Si accettano i contributi per continuare questa importante ricerca sociologica.


Yang

ps: a onor del vero il cunnilingus è ben più complicato. Ma di questo deve parlarne Yin.