Il settimo seme di Persefone





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lunedì 30 agosto 2010

Transumanza Trans-Humana ( rieccoci ! )





Oggi, come ci ricorda anche google è il compleanno di Mary Shelley. La signora il cui cervellaccio ha partorito il grandioso teorema di Frankenstein. Non deve essere casuale che questo portentoso romanzo rivoluzionario sia stato scritto da una donna. Sembra un buon gancio per parlare di quello che vogliamo. Ovvero la fuga dall'ineluttabile morte e l'irresistibile tendenza alla trans-figurazione che domina l'estetica attuale.
Spieghiamoci meglio: cosa porta belle donne ( ma anche uomini ) a trans-formarsi in trans? Perchè gnocche che costringerebbero orde di maschi a ripetute sedute di bidet ghiacciati, sentono l'impulso di devastarsi i lineamenti fino ad assumere sembianze mostruose?
Cosa alletta una trentenne nel farsi paralizzare la nevralgia facciale? Una delle prime fu la ex moglie di Stallone. Che prima di trans-formarsi in un androide per piacere a un uomo dipendente dagli steroidi, era addirittura femminile e stupenda. Prima ancora di lei Michael Jackson si avviava nel percorso inverso.
Negli ultimi anni c'è stata una specie di folle corsa al bisturi arrugginito. Perchè?
Perchè???



Unita all'universale paura della caducità del corpo, e alla conseguente ricerca della cristallizzazione della giovinezza, noi crediamo che l'imputtanimento della figura femminile si sia avvitato su se stesso.
Questa sovraesposizione di corpi, e di volti ha generato una specie di necessità di un evidenziatore. Non basta più apparire. Bisogna iper-apparire.
Non basta più avere un look da puttana per essere considerate femminili ( sic ), bisogna fare un passo in più. Bisogna diventare TRANS!
Pazzesco. Diventare uomini per sentirsi più donne?!?!
Che sia questa l'ultima frontiera del femminismo?
Parità di sesso e anche di pomo d'Adamo???

E' chiaro che nessuna fra Nina Moric, la Nicole Kidman, Emmanuelle Beart ( maledettissima!!! che cazzo hai fatto???? ), Valeria Marini ecc, abbia avuto come obiettivo sognato quello di diventare un viados. Ma cavolo... Dai...
In tutto questo c'è una deprimentissima resa al potere sciovinista che impera nei secoli dei secoli. Perchè alcune donne non capiscono che sono belle così, anche con qualche rughetta in più?


Viva le zampe di gallina. Hasta la victoria por le rughette di espressione.
Se per cancellare la ruga, devo iniettarmi una tossina che mi regala una splendida paresi facciale, che cazzo, mi tengo la ruga! Se per stendere una piega ci devo rimpinzare sotto un kilo di vinavil mi tengo le guance modello bull dog.

Anche perchè un vero trans avrà sempre quel qualcosa in più che una donna, per quanto sviluppato possa avere il suo clitoride, non avrà mai.
Marrazzo insegna.
A proposito di politica:
come non fare un link a un presidente del consiglio che sta incredibilmente trans-formandosi nel suo sosia? Che sia una fine strategia anti-attentati?
Ma le avete viste le ultime foto?
Che pelle ha?
Dei capelli non ne parliamo più. C'è una causa in corso fra Berlusconi e la Mattel, per violazione di copyright riguardo all'attaccutura di capelli, che sembrerebbe un brevetto "Barbie" del 1957.

Cosa possiamo aspettarci nel futuro?
Uhmmm... Paura!!!
Futuro uguale tempo che passa.
Tempo uguale invecchiamento.
Soluzione finale:
Più paresi per tutti!!!

( di seguito ci siamo divertiti a servire un pò di Botulino ai prossimi affamati. cliccate sulle foto per ingrandirle. )


Charlize Theron



Alessia Marcuzzi ha voluto spingersi oltre.




Pure Aida Yespica ci è andata molto pesante.


Belen Rodriguez non poteva mancare, per la felicità della Tim e di De Sica.

and.... last but not least....

AHAHAHAHAHAH!!!
Vi giuriamo che la foto originale è peggio di questa!!! Lo abbiamo migliorato, cazzo!!!

Yin e Yang ( Nip & Tuck )


La sinapsi malata:
Aphex Twin: Come to daddy.

mercoledì 4 agosto 2010

Tom tom onirico ( Recensione al libro "Le mappe dei miei sogni )


La scorsa settimana sulla Repubblica c'era uno di quegli articoli che solo Repubblica riesce a stampare. Quel misto di scienza/cronaca/costume, che portano subito i coglioni come me a gettarcisi a capofitto.
Sull'articolo era riportata la notizia di un cattedratico americano che aveva trovato il verso di "ammaestrare" gli incubi. In pratica, secondo questo "scienziato" ( è proprio il caso di dirlo ), esiste un modo per destreggiarsi nel percorso onirico, che invece è notoriamente random.
Questo genio ha capito che se visualizzi l'incubo in maniera cosciente ( cioè da sveglio ), e ne trasformi i tratti paurosi in aspetti positivi, il tuo incubo non si riproporrà.
Un esempio di incubo:
hai sognato di essere inseguito da un assassino psicopatico che brandisce una mannaia rugginosa e ti cachi addosso perchè non hai fatto il richiamo dell'antitetanica...
La mattina devi rielaborarlo e trasformarlo come segue:
L'assassino diventa una quanto meno opportuna strafica miliardaria, che ha deciso di regalarti una Jaguar cabrio proprio quando il tuo phon si è rotto e hai bisogno di asciugarti i capelli in autostrada.
Et voilà. Il sogno brutto non si ripresenterà. La cognizione razionale azzererà la dinamica sghemba dei sogni.
Ma perchè il giornalista non ha fatto questa domanda semplicissima?:
"Ma per il sogno che ho fatto ieri? Cioè... per il fatto che mi sono già cacato sotto stanotte?
Ho capito che domani non risognerò mannaie rugginose... ma per gli incubi vergini? Quelli nuovi di pacca... Come si fa?"
"Quelli sono cazzi suoi"
"Ah!"
"Non posso pensare a tutto io, qui!"
A quel punto avrei tirato una busta di merda addosso al genio e sarei venuto via.

Non male come prologo. Se vi siete gia annoiati, state freschi...
Infatti il post "vero" comincia ora:
Dopo aver letto questa notizia che mi aveva fatto quasi andar di traverso il baccalà confit, ho pensato bene di fare un salto in libreria.
Sono uno di quelli che pensano che sono i libri che trovano te, e non il contrario.
Ebbene, "esso" era li, che mi aspettava.
E profeticamente linkato alla notizia dell'ammaestratore di incubi.
Il libro è "La mappa dei miei sogni", di Reif Larsen, Mondadori Editore.
Parla di un ragazzino dodicenne che ha la fissa di mappare ogni cosa. Ma proprio tutto eh!?
Dalla struttura scheletrica degli uccelli, alla toponomastica di un campo di papaveri. Dalla rappresentazione schematizzata della sorella che sbuccia una pannocchia alla catalogazione di un sasso.
Il suo tentativo di razionalizzare tutto ciò che vede e che sente è ovviamente un impresa utopistica.
Non solo; quello che traspare da subito è il candore dell'operazione.
Dietro la freddezza schematica con cui scorre la narrazione in prima persona, appare un mondo stralunato dove ti perdi in mezzo a paragrafi magici e inaspettati, come questo, quando di punto in bianco il ragazzino si mette a parlare con la veranda di casa:


Non appena mi sedetti sui gradini, ancora frastornato, le assi di legno attaccarono bottone, con la loro solita astuzia:
-"Siamo solo io e te, amico. Perchè non cantiamo una canzoncina insieme?" disse la veranda.
-"Ho del lavoro da fare" dissi
-"Quale lavoro?"
-"Non lo so. Alla fattoria."
-"Tu non sei un cowboy."
-"Io disegno mappe"
-"Mappe?" mi chiesero le assi. "E di cosa? Sputa nelle lattine. Spassatela! Prendi la vita come viene."
-"Ci sono un sacco di cose da mappare. Non ho tempo di prendere la vita come viene. Non so nemmeno cosa significa"
-"Ti senti solo" disse la veranda
-"E lo sono?"
-"Lui dov'è?"
-"Non lo so."
-"Si che lo sai."
-"Si."
-"Allora fischietta e sputa come un bifolco solitario"
-"Non ho ancora finito con le mappe. Devo disegnarne altre"


Il libro è un labirinto di disegni che corredano le pagine. Un delirio di postille. Un altare di didascalie che ti rapisce.
Anche solo per questi disegni ingenui questo libro fantastico merita di stare in casa vostra.
La vita prorompe incatalogabile da ogni riga. Sono nulli gli sforzi di razionalizzarla. Anzi. Sono proprio la placida costanza e il candore con cui il ragazzino cerca di ripiegarla nella sua testa, che fanno apparire quanta magia ci sia in ogni cosa.
Non so se ricordate "Rain man. L'uomo della Pioggia", con Hoffman e Cruise. Il film non mi fece una grande impressione. Ma il finale... I titoli di coda... Erano zeppati delle foto fatte da Hoffman. Primi piani di piedi, di scarpe. Immagini in movimento. Quanta grazia in quel disordine. Quelle foto mi lasciarono inchiodato sulla poltrona del cinema bisbigliando con gli occhi lucidi "porca puttana... stupendo! mi avete fregato all'ultimo...".
Questo è un pò l'approccio da avere con questo libro. Lasciarsi andare alla corrente e leggere con occhi innocenti. Naufragare fra 1000 immagini.

Postfazione al post:
A quel punto le mie convinzioni che niente nella vita sia predetto e prevedibile iniziavano a vacillare. Avevo letto prima l'articolo sull'acchiappa incubi. Poi mi ero imbattuto nel libro di Larsen che parlava di sogni. Vuoi vedere che avrei trovato anche un bel libro di poesie?
Se così fosse stato, allora esistevano davvero dei segni anticipatori. Non era il Caso che dominava su tutto, ma il destino...
Mi avviai al reparto poesia.
...
...
....
Non c'era più! Lo avevano spostato!!!
Il reparto poesia intendo. Non solo non avevo trovato un bel libro di poesie. Non avevo trovato manco il reparto.

Perfetto.

Se la vita è mistero, figuriamoci i sogni.
Sono uscito col sorriso sulle labbra dalla libreria ( ho sbagliato anche strada per tornare al parcheggio ).

Yang ( Jung )

lunedì 2 agosto 2010

Mentre andavo al mare



Sono di una generazione che ha vissuto il terrorismo durante l'infanzia; e le stragi, gli assassinii, i rapimenti, erano un tetro intercalare nella quotidianità.
Quel giorno ci vollero 84 virgole prima dell'85esimo punto.
30 anni dopo non siamo mai andati a capo.

Io 30 anni fa ero un ragazzino che stava andando sulla spiaggia per il mio primo giorno di mare. Ricordo nitidamente la notizia che si sparse fra gli ombrelloni immediatamente. Ricordo immagini sgranate su una piccola televisione Brionvega a biancoenero che ci portavamo sempre nella casa al mare.
Ricordo che guardavo quel macello e quel sangue e non capivo, mentre mangiavo la pasta alla pomarola della mamma.

Yang