Il settimo seme di Persefone





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lunedì 9 maggio 2011

☯ E adesso le intuizioni di Yin: ventriloquismo onirico ☯



Cosa è che mi fa impazzire di una donna?
La tranquillità con cui riesce a stupirti. Il post precedente è un esempio.
Adesso ne faccio un altro. Opposto.
Pochi giorni fa, Yin mi ha fatto notare una cosa che ha messo in stand by il mio cervello per circa 20 minuti. E anche questa volta la cosa mi è stata detta mentre stavamo mangiando ( una pizza mi sembra ).
Ebbene, bella bella, mentre ci spazzoliamo questa pizza alla burrata, se ne esce fuori così:


- "Stanotte ho fatto un sogno.
"
- "Eh... "( il solito Yang con la testa fra le nuvole )
- "Eh... mi sono resa conto che durante i sogni i nostri interlocutori non parlano."

- "Eh? ..."
- "Facci caso. Durante i sogni, sentiamo parlare le altre persone. Ma non le vediamo mai mentre parlano. La loro voce ci arriva direttamente nel cervello, mai per via uditiva. Quindi il veder muovere la bocca è inutile."

Sono rimasto li. Con la mozzarella che cola dal trancio di pizza...
La riafferro con guizzo di lingua modello camaleonte e farfuglio:
- "Caffo! Hai vagione!"
- "Si. Pensaci bene. Non solo: Non si sente mai uno che parla con un accento di un altra città. Tanto meno di una lingua sconosciuta. E' come se la loro voce, le loro parole ci arrivassero direttamente depurate dalle onde sonore, senza bisogno di aprire bocca."
- "In sogno diventiamo tutti ventriloqui!?" - scherzo, ma in realtà sono colpito davvero da questa intuizione.
- "Una specie, di ventriloquismo onirico. Si!"
- "Sei un genio! Adesso finiamo 'sta pizza prima che si freddi."


Ma mentre mangiamo continuo a rimuginare sulle sue parole;
Non ricordo un solo sogno dove ho "visto" qualcuno mentre mi parlava.
Durante il sogno, mentre mi parlano, sono sempre girato da un altra parte. O comunque non li guardo ( a caval sognato non si guarda in bocca ). Che storia!
Deve essere una roba legata al discorso REM. Gli occhi sono chiusi, ma si muovono. L'udito è molto ridotto. La parola poi è quasi in stand-by, a parte qualche grugnito.
Ecco che il cervello fa una specie di operazione di taglia e cuci.
La parola cui siamo abituati durante la veglia diventa inutile se non possiamo udire, nè tantomeno parlare.
Non ci serve guardare la nonna che ci da i numeri del super enalotto ( mai successo neanche questo ).
Non ci serve sognare una bella gnocca che ci dice "smollati i pantaloni che te lo ciuccio."
Anche lei è inutile osservarla mentra parla; noi vediamo questa bella ragazza e il suo "verbo" ci arriva direttamente al "cuore".
E, miracolo, il nostro pisello è gia fuori dai pantaloni.

A quel punto però, è il momento di aprire la bocca. Altro che ventriloquismo e telepatia.
Interessante anche questa cosa.


Yang


Adesso uno pensa: "ecco, ora ci mette i REM". Stocatzo! I Rem non mi sono mai piaciuti molto. Vi piazzo "I feel you" dei Depeche. Mi sembra molto attinente col "sentire".
E poi dai, è troppo bella. Chitarrona blues che ripete incessantemente LA e DO, mentre sotto entra quel SI dissonante e la voce indugia sul RE, prima di scivolare di nuovo sulla dominante.
Grandissimi.

giovedì 5 maggio 2011

☯ I grandi dilemmi di Yin ☯



Oggi a pranzo, Yin se ne viene fuori con una domanda di quelle che recano due possibili scenari:
1 ti svegli nel mondo dei puffi
2 ti rendi conto che la persona che credevi un essere umano è in realtà un cyborg ( ma anche che sei un uomo fortunato ad averla conosciuta ).


Vi riporto la scena in questione:

Yin: "Secondo te i cani hanno un linguaggio internazionale?"

Yang: "Eh?"

Yin: "Voglio dire, secondo te, i cani americani, interagiscono fra di loro secondo latrati diversi da quelli italiani?"

Yang: "..."

Yin: "Cioè... un cane di una famiglia americana, che si trova in Italia, e sente parlare con un linguaggio diverso rispetto quello a cui è abituato, riuscirà a capire un ordine dato in lingua straniera?"

Yang: "Mi stai dicendo che se un italiano dice a un cane americano: "Giù! Cuccia!", il cane americano dentro di sè pensa:
"What the fuck does it mean "Giù... cuccia?"

Yin: "Beh... non solo... E poi pensa anche fra cani... Si intenderanno con dei latrati diversi?"

Yang: "Credi che un cane bolognese riconosca un cane fiorentino? Lo senta abbaiare mangiandosi le "C"?



Bene; tralasciando quella che è stata la mia risposta definitiva, gradirei un consulto da parte degli scienziati che abbiamo la fortuna di conoscere via blog.

lunedì 2 maggio 2011

يا له من يوم جميل!

La prima cosa che ho pensato:
"Cazzo!!!"
La seconda:
"Mah... un colpo in testa, e basta? Per le cose che avevo in mente, è quasi come avergli regalato un trattamento in una beauty farm..."
La terza:
"... mò so cazzi..."

Sarò un inguaribile pessimista, lo so. Nel frattempo gioiamo a mele strette.

Come il cacio sui maccheroni il brano dei Filter:

domenica 1 maggio 2011

✞✞✞ Più Santi per tutty ✞✞✞

San Yang

Non era ancora morto che già lo volevano beare.
"Beato te, che muori e diventi beato!" gli diceva cardinal Slazenger.
Ma papavoitila non sentiva seghe: non se ne voleva andare a far compagnia a Santantoniodapadova. Gli ultimi anni del suo pontificato non lo vedevano più pontificare come un tempo. Papawoitiwa si esprimeva ormai con voce flebile e impercettibile.
Era lentamente consumato dalla malattia. La sua bocca si apriva a stento. Eppure per ogni frase biascicata, la tv cristiana si sperticava: "Severo monito di papauotiua contro la violenza in medioriente". E si vedevano le immagini del vecchio pontefice che diceva roba tipo: "bsta cò la violntz...".
Non era più il papauotila di un tempo, quello di quando i "severi moniti" erano davvero "severi". ( digressione: i moniti papali sono sempre severi. mai "simpatici" o "vivaci". mai una volta ho sentito dire di un "curioso monito papale". o di, che so, un "frivolo monito del papa". no. sempre e solo "severi" ).
I tempi in cui papavotila affacciandosi a 'sto bbalcone procalamava stentoreo: "Basta con la violenza!!". E giù applausi per il suo severo monito. ( va da sè che in medioriente se ne sbattevano le palle e continuavano ad ammazzarsi alla faccia della severità vaticana ).
Questo pontefice lo ricordo bene. Dal primo giorno in biancoenero del "se mi sbalio mi curegerete", frase buffamente rivoluzionaria detta da un papa polacco.
All'epoca i polacchi non esistevano.
Non facevano manco i lavavetri. Figuriamoci i papi. L'unica cosa che mi ricordava l'esistenza della polonia erano le scarpe della Clarks. Le mitiche polacchine.
Eppure quella mossa bislacca si rivelò il piano più strategicamente perfetto dell' Opus Dei: con quel prete proveniente dalla cattolicissima polonia, si aprì una piccola crepa che nel giro di una ventina d'anni avrebbe fatto crollare la cortina di ferro.
Detto questo, può papavotiwa fare il Santo?
Pòle Karol, fregiarsi dell'aureola sul coppino?
Ok, io sono pagano, o comunque agnostico, e prima di far santo qualcuno, hai voglia a stimmate, duroni, ed eruzioni cutanee varie.
So pure che per adesso papawotiua verrà fatto beato e basta. E che per diventar Santo occorrerà un miracolo dopo la beatificazione ( dalle parti di Viterbo o Frosinone non aspettano che zompare giù dalle sedie a rotelle ). Ma insomma, mentre degli altri beati sapevo poco, di questo signore si sa un po tutto. E' stato un papato che è cresciuto assieme alla tv. Un papato fatto anche di lustrini e cotillons. Un papato fra l'altro, che negli ultimi anni della sua durata ha sfornato Santi a nastro.
Io non ho capito bene il motivo della sua beatificazione. Cosa abbia fatto di così ultraterreno papauojtiwa.
Penso che Gesù o Francesco d'Assisi ( cui credo a entrambi ) avrebbero definito la questione un attimino "strumentale". Forse l'umbro ci sarebbe andato pure giù più duro.
Ora viene fuori che c'è quel prete che ha conservato due ampolle di sangue di papavoitiva.
Dai ragazzi!? Dai! Stiamo calmi, eh! Stiamo calmini!
Se Uotjiwa può esser Santo ti immagini San Sebastiano? Che casino starà facendo?
"Io sono stato trafitto dalle frecce! Io sono più Santo di lui"
E San Giorgio? "Io ho ammazzato un drago grosso così! Questo stava per essere accoppato dai bulgari!!! E' una vergogna!"
Immaginatevi la coda all'ufficio reclami celeste: gente decapitata. Senza occhi. Arsa viva.
Si vedono arrivare questo, bello bello sulla papamobile, che passa davanti a tutti.
Secondo me succederà un pò di casino.
La sensazione definitiva è che essendosi notevolmente allargate le maglie del filtro che separava l'empio dal sacro, il blasfemo dal devoto, l'immorale dal virtuoso, sia un pò più semplice ascendere alla scala del Paradiso.
Ove molto presumibilmente troveremo un San Pietro con fucile a pompa ad aspettarci.

Oddio... non che io mi aspetti di andare in Paradiso, eh...
E come diceva Mark Twain:
"Il paradiso lo preferisco per il clima. L'inferno per la compagnia."


Yang

mercoledì 27 aprile 2011

Ĝęŋᵉʂʝ di un ƤƐƦvēⓇᵗIŦᵒ


Sebbene attratto fin da piccolo da una curiosità morbosa, devo dire di non essere stato molto precoce in fatto di seghe.
Faccio fatica a dare un natale al giorno in cui sperimentai per la prima volta il piacere tossicodipendente della "piccola morte".
Ma il giorno che divenni un porco perverso lo ricordo bene.
Cioè, evidentemente covava già in me l'attitudine debosciata, e sin dalla giovane età qualche segnale ci sarà pure dovuto essere; ma c'è stato un giorno che è stato una specie di spartiacque.
Un giorno in cui la depravazione si manifestò in me in tutta la sua magnificenza.
Una donna si materializzò davanti ai miei occhi stupefatti. Una donna come non l'avevo mai notata prima. Una donna "vera".
E quella donna vera, era finta.
Fra i nostri amici abbiamo fior di meccanici del cervello che chissà che viaggi si staranno già facendo, analizzando, anal-izzando, studiando la mia povera matera grigia con la lente d'ingrandimento.
Tant'è; la prima donna discesa a me in nella maiestatis suae, in tutto il suo corredo di curve, pieghe, anfratti e abissi, era una donna bidimensionale.
E non parlo delle donne dei giornalini porno, che pure avevo già visto. Infatti negli anni 70 era buona abitudine dei segaioli abbandonare fra i cespugli copie di giornalini porno adeguatamente "cartonate". Non c'era passeggiata in campagna che non finisse con il ritrovamento di un cimelio a cui io e i miei amici guardavamo cadendo in una sorta di trance ipnotica, ma in realtà, non capendo appieno il perchè quelle fiche divaricate, quei cazzi dritti, provocassero in noi quella attrazione che ci faceva sentire una accolita di briganti.
La donna che dispiegò in me la natura intima delle mie perversioni era sì una donna di carta.
Di cartone per la precisione. Animato. Era un cartone animato.
Fujiko Mine.

Già solamente pronunciarne il nome provoca una sorta di effetto "frau Blucher" alla Frankenstein Junior: sento nitrire la bestia.
Fujiko, maledetta! Con il tuo faccino innocente, le tue tette debordanti, il vitino di vespa, la coscia kilometrica e la caviglia fina.
Con la tua voce melliflua e il carattere pragmaticamente traditore, hai finito per esercitare in me una sorta di attrazione fatale pour la femme fatale.
E infatti eccomi qui invischiato con quella fatalona fatalista di Yin...
La prima puntata di Lupin III ( credo che siano ben pochi gli ignoranti che non sanno che Fujiko era un personaggio di quel cartone ) andò in onda sul finire degli anni 70, su Tele Libera Firenze.
Quella puntata conteneva in se gia tutta la carica pazzamente erotica e dissacrante di quel cartone animato che è rimasto per me e per molti altri, il più bel cartone mai prodotto.
Allego lo spezzone incriminato, in cui Fujiko è sottoposta a una specie di "strana" tortura e una tetta malandrina fa capolino per la prima volta in un cartone animato ( la serie animata di Lupin III derivava da un manga piuttosto spinto ma di grande successo in Giappone ).
Ricordo bene che guardavo Lupin III quasi furtivamente. Temendo che le curve carnosamente irreali di Fujiko sarebbero comparse all'improvviso, magari mentre mia mamma uscendo dalla cucina mi avvisava che era pronto il roast beef.

Yang

ps: come si potrebbe invece intendere da queste immagini, mi preme precisare che non sono nella maniera più assoluta attratto dal sado-maso, che considero una perversione molto pretestuosa e carnevalesca, laddove per me il sesso è bello quando è spontaneo e pazzoide. Massimo rispetto a coloro cui piace essere frustati o frustanti, ma su di me, al pari delle orgie, è una forma di devianza che non intriga manco un pò.

pps: che la serie fosse assolutamente di un livello stratosferico è testimoniato anche da un saggio della colonna sonora che trovate in fondo. Un sontuoso funkone estivo che avrebbe fatto strizzare come uno straccio il pisello di Barry White.




lunedì 4 aprile 2011

TV ON THE RADIO, new song and album

Ancora sotto shock per la figura dimmerda rimediata con il nuovo disco dei Radiohead, che manco sapevo fosse uscito da un mese e mezzo, cerco di rifarmi con i TV on the RADIO.
Di cui spero che Marco Cannibal Kid non abbia gia parlato, sennò mi sparo.
I Tv on the Radio sono un gruppo newyorkese abbastanza sconosciuto e che dai primi anni 2000 propone una formula musicale che si rifà alla new wave anni 80. Ma quella buona. Quella abbastanza sperimentale e strana. Non la robaccia che va di moda da qualche anno, con quei pezzenti di gruppetti che stretti in pantaloni aderentissimi e con ciuffoni sugli occhi ci rifilano brutte copie di canzoni gia sentite 30 anni prima. A tutti i pischelli: chi cazzo ve lo fa fare di sentire la merda dei Killers o dei Franz Ferdinand? Sparatevi un po di Killing Joke, The Cure, Bauhaus, o Joy Division, Talking Heads ecc... Il cervello ne guadagnerà.
I TV on the Radio invece riescono a essere originali. E lo sarebbero stati anche 30 anni fa.
Prima di tutto i componenti sono quasi tutti di colore e questo conferisce al suono un mood molto originale. Nella voce del cantante rimangono evidenti le inflessioni reaggae e soul, ma sono sporcate da una bella vena punkeggiante.
Allego il video del prossimo singolo, in realtà abbastanza ruffiano ( ma comunque bello ).
Più un altro pezzo nuovo, che rende meglio l'idea della loro attitudine.

Enjoy




domenica 27 marzo 2011

Archetipi erotici: la prof


Ah, le antiche seghe
dedicate alla prof di Matematica!

Quanta carta igienica;
ben più di sette leghe
Sublime aguzzina
della mia materia grigia
eri la fustigatrice e la regina
Tiravi più di una cavalla di Frisia
la mani in zona pelvica
a me, asino della materia algebrica.

La prof, è sempre stata e sempre sarà uno dei secchi in cui mungere il latte crudo delle polluzioni adolescenziali.
Io adolescente non sono più da un pezzo. Come da un pezzo si è capito ( si dovrebbe averlo capito, spero ) che sono un porco.
E ai porci piace grufolare nel sottobosco.
La mia pupilla, poi, ha poteri rabdomantici nello scovare il crasso ove sguazzare come un ornitorinco in calore.
Oggi su Repubblica.it, sulla destra, nella zona video e foto, si nota questa notiziuola pruriginosa:

Canada: insegnante sospesa dopo che uno studente le chiede l'autografo per averla vista in un film porno. Scandalo al liceo 'Ecole Secondaire Les Etchemins' di Levis, nel Quebec. La professoressa, impeccabile sul lavoro, era anche una pornostar, protagonista con il nome d'arte Samantha Ardente di un film di culto intitolato 'Serial Abusers 2'. Uno dei suoi studenti l'ha riconosciuta e le ha chiesto l'autografo. Lei si è rifiutata e ha chiesto al giovane di tacere sulla sua seconda attività. Ma il giovane si è confidato con gli amici e la voce si è sparsa in giro in brevissimo tempo. La scuola ha deciso di sospendere l'insegnante per due settimane, nonostante la donna non si sia macchiata di nessuna azione illegale, in attesa di decidere la sua sorte. Nel frattempo, come era previdibile, il sito della casa di produzione che produce 'Serial Abusers 2', ha registrato un numero impressionante di contatti. Nella foto, Samantha Ardente in uno dei suoi film.


Seguono altre 3 fotografie "doverosamente" censurate, perchè, come dicevo pochi giorni fa, Repubblica.it è una testata che non prescinde a un rigore etico e professionale.

Ora, a me fa un pò ridere questo rigore random, che colpisce a casaccio le notizie più disparate. Che fa mettere in prima pagina foto di minorenni e censura le foto di pornostar.
Sembrerebbe quasi ( quasi, eh ) che non ci sia una nozione precisa riguardo all'informazione eticamente diffusa.

Li aiuto io allora.
Sono andato sul web a vedere se per caso si trovava qualche immagine incensurata della prof.
Ebbene si. Si trovano.
La prima è la stessa foto che Rep.it ha castamente ( a che prò? ) censurato.
Le seconde sono tratte da Gugol immagini. A portata di tutti i porci depravati, senza un minimo di etica.
Come me.







Snort!

Yang

sabato 26 marzo 2011

Fiorin fiorello, di loto è bello ( Radiohead: "Lotus Flower" )

Questo post è un mezzo golpe.
Ogni post che pubblichiamo, prima di essere messo on line è sempre condiviso fra noi due.
Questo è, appunto, un eccezione.
Io e Yin siamo due grandi fans dei Radiohead, eppure manco sapevamo che stava uscendo il nuovo disco.
Io l'ho appreso giovedì da un cliente che lo stava ascoltando sul computer, dopo che lo aveva scaricato a sbafo non so bene da dove.
Sicchè ieri sera me ne sono ricordato, e l'ho cercato su Iù Tiùb ( dove era gia presentissimo ).
La prima volta che ho sentito il singolo ( Lotus Flower ), sono rimasto abbastanza ben colpito dallo stile che rimandava alle atmosfere elettroniche di Kid A ( il mio album preferito dei Radiohead ).
Quando ho chiamato Yin per fargliela sentire, invece lei non ha avuto le mie sensazioni positive. E sì che in musica davvero abbiamo gusti molto simili.
Mezz' ora fa ho riascoltato la canzone... E ho detto semplicemente: "WOW!!!"
Ed eccola qua.
Groove di sinth bass, una drum machine e poc'altro. Poc'altro oltre la solita voce di Thome Yorke, perfettamente incerta.
Sempre in bilico fra l'indolenza e l'estasi. Fra lo sbadiglio e l'orgasmo.
Per me spacca abbastanza da essere condivisa con gli amici.
Cara Yin beccatela e vedi di iniziare a ballare.
Su Iù Tiùb fra l'altro ci sono già diversi video di buffi epigoni che fanno il verso al ballo di Thom, le cui movenze devono molto al David Byrne di "Once in a Lifetime".

Che ve ne pare?
( si raccomanda di riascoltarla almeno due o tre volte, per comprenderne l'armonia sghemba e stralunata )

Yang

martedì 22 marzo 2011

"Pictures of you"


Sapevo che il nostro amore stava diventando troppo complicato. Ma non volevo ancora arrendermi a quella sensazione che mi tagliava dentro. Come se non bastasse il bus n. 12, sul quale lo avevo visto la prima volta, esibiva un cartello sconcertante. "Fine corsa"!

Mi sentii presa in giro; avevo preso mezza giornata di permesso per rivederlo. Io imbellettata come si conviene ad un perfetto incontro erotico in mezzo alla strada, mi trovai davanti alla nuova campagna pubblicitaria: Una gigantografia che lo ritraeva con una altra.

Ebbene, mi tradiva allora. E lo sapevano tutti. Dovevo immaginarlo.

Era sempre stato così distaccato mentre sfioravo le sue labbra stampate sui pannelli.

Di quella giornata rimase la mia foto, in guepiere scattata dall'autista del bus, mentre tiravo uova al cartellone.

Yin




mercoledì 16 marzo 2011

Nella vita c'è molto più di una Volvo ( sulla pubblicità e non solo )

ATTENZIONE: Aggiornamento di giovedì 17 ore 18.30!!!
Entro su rEPUBBLICA e per sbaglio col mouse clicco sul banner delle assicurazioni LINEAR, svettanti il gran pavese per il 150esimo compleanno dell'Unità d'Italia...
Si apre una finestra. E sulla finestra, che non riesco a chiudere appare la scritta testuale "NON DELUDERE IL TUO BANNER, CLICCA E FAI UN PREVENTIVO CON LINEAR"!!!!!

Non deludere il "tuo" banner... il tuo banner... il MIO banner...

Maledetti.
Maledetti.
Maledetti.


Ragazzi, innanzitutto scusate per l'assenza davvero dilungata ben oltre quelle che sarebbero state le nostre intenzioni. Abbiamo passato un periodo tostissimo sul lavoro ma adesso sembra tutto a posto. Eccoci qua pronti con un nuovo post.
A costo anche di deludere gli amici che vorrebbero sempre leggere cose ridanciane e spensierate, riattacchiamo subito con un ennesimo strale.
Ma è un attacco a uno dei nostri mezzi di informazione preferiti, e siccome spesso gli spensierati sono destrorsi, magari questo ennesimo momento di incazzatura verrà tollerato meglio.
Stiamo parlando di Repubblica.
Repubblica.it, per la precisione.
Repubblica, giornale di area sinistroide intellettual fighetta, è sempre stato all'avanguardia ( sono progressisti ), in quanto a pubblicità.
Sul loro magazine "Donna" moltissimi anni fa, rimasi basito per una cosa rivoluzionaria:
l'intercalare della pubblicità.
Forse i più giovani non lo sanno, ma prima di quest'era consumista, le pubblicità non interrompevano mai un articolo o una rubrica.
Si parlava di guerra, e al termine dell'articolo si stava ben attenti a collocare una pubblicità che non fosse troppo discrepante col tono drammatico dell'articolo precedente.
Su quel numero di "Donna", mi trovai una pagina pubblicitaria di un gelato, che interrompeva il flusso di parole su un reportage sulla miseria africana.
Shoccante!

Chi ci fa più caso adesso?
Ma a volte, per quanto larga possa essere la tazza del wc, la pisciata inonda tutto.
Ultimamente siamo ben oltre il livello di tolleranza a questo tsunami di beni di consumo.
E proprio in questi giorni terribili per quello che sta vivendo il Giappone, uno spererebbe in un minimo di ritegno.
Un sussulto di dignità.
Macchè.
Oggi ho aperto Repubblica.it e sotto le finestre aperte è comparso l'ennesimo pop-under. Perchè adesso si sono fatti furbi.
Il pop-up ti appariva davanti: lo cliccavi e lo scacciavi come una mosca fastidiosa.
Il pop-under invece ti resta latente sul computer. Lo vedi comparire come una blatta, da sotto il mobile. Chiudi le finestre e te lo trovi li.
In questo caso, era una pubblicità di una assicurazione sulla la casa.
L'ennesimo geniale corredo a un articolo sul terremoto. L'avevano già fatto col terremoto di Haiti. Sicchè dovremmo esserci abituati, evidentemente.



Questo qua sotto era un piccolo collage che avevo fatto mesi fa riguardo una pubblicità di un fuoristrada, che faceva da antipasto a un video di un autobomba trovata a New York.


Questo sopra invece era il background banner che compariva guardando l'incidente a Kubica ( Autoscout!!! )

Se uno guarda un qualsiasi video della catastrofe giapponese, arriva il trailer del prequel di "Amici Miei".
A noi questo modo di speculare su tutto fa venire il voltastomaco.
Forse siamo all'antica.
Forse è l'ennesimo rigurgito moralista di una coppia con nostalgie dei bei tempi andati.
O forse ( è una possibilità ) noi andiamo nel culo alla maggioranza di chi ci accusa di moralità un pò demodè.

"Once you find yourself on the side of the majority it's time to pause and reflect" ( Mark Twain )


Per chi avesse dubbi, la maggioranza è li fuori.
Prona.
Qui, saremo anche tutti ( o una buona parte ), incazzati. Ma è una riserva. Un rifugio di lupi idrofobi.
E tutto la fuori è così anestetizzato, assuefatto, emotivamente impermeabile, che preferirò sempre un minimo rigurgito di indignazione, alla piattezza dell'elettrocardiogramma di un gregge di pecore defunte.

Superior stabat lupus


Yang

La sinapsi ( ben poco ) malata: Talk Talk "After the Flood".
Un gruppo che arrivato velocemente al successo commerciale in virtù di un talento compositivo eccezionale, sparì dalle scene in una specie di catarsi con due album finali che sono un implosione intimista di potenza rarefatta.
Il larsen ( il fischio della chitarra ), che parte ai 4.00 e dura quasi un minuto su un unica dissonante nota, è per me, uno degli assoli più belli mai "sentiti".